L'Italia scatena i timori di contagio Ue

I rendimenti dei titoli di stato italiani a dieci anni sono saliti dopo la notizia S&P al massimo delle ultime tre settimane, al 4,87%. E lo spread Germania/Irlanda tocca un nuovo record.
"Il problema sono i possibili sviluppi in futuro, non la situazione di oggi". Nella foto Giulio Tremonti, ministro dell'Economia.

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"Il problema sono i possibili sviluppi in futuro, non la situazione di oggi". Nella foto Giulio Tremonti, ministro dell'Economia.

Roma - Questa volta è l'Italia che scatena i timori di un contagio dei problemi dei Piigs nell'area euro. Certo, in un momento in cui gli occhi degli investitori sono già focalizzati sulla tragedia greca, la decisione di S&P di tagliare l'outlook sul debito italiano presenta un quadro, quello europeo, sempre più desolante. E sempre più denso di preoccupazioni. Basta pensare che lo spread tra rendimenti irlandesi e tedeschi a dieci anni ha già toccato il record, pari al 7,67%, pochi minuti fa.

D'altronde, qualche ora prima dell'avvertimento di S&P sull'Italia, arrivato nel fine settimana, Fitch Ratings aveva già tagliato il rating sul debito greco di tre gradini, affermando contestualmente che la prospettiva di una estensione delle scadenze sui prestiti da pagare verrebbe comunque considerata alla stregua di un default.

Non stupisce dunque vedere come, in un'Europa in cui ormai la "malattia" di un paese assume sempre più i connotati di un'epidemia, il sentiment sia sempre più improntato alla paura. "Se (l'avvertimento di S&P sull'Italia o il downgrade del debito greco) fossero stati eventi isolati, non si sarebbe trattato di un evento così forte e, in condizioni di normalità, non mi sarei aspettato un impatto significativo sul mercato - ha detto in un'intervista a Bloomberg Gary Jenkins, responsabile del reddito fisso presso Evolution Securities, a Londra - Tuttavia, questi non sono tempi normali".

E come fa notare la stessa Bloomberg, i rendimenti dei titoli di stato italiani a dieci anni sono saliti dopo la notizia di S&P di 9 punti base, attestandosi al massimo delle ultime tre settimane, pari al 4,87%.

Insomma, l'Italia diventa il nuovo paese tra i Piigs a rendere più complicata l'intera situazione europea, nonostante le rassicurazioni che arrivano dal ministro dell'economia Giulio Tremonti. "Le agenzie di rating non si limitano a guardare a come la situazione si presenta oggi, in questo momento, ma guardano anche ai possibili sviluppi in futuro, e questo è il problema - ha commentato Nicola Borri, che insegna economia all'Università Luiss di Roma, a Bloomberg- Come potrà l'Italia rispettare i propri impegni senza crescita? Sono necessarie riforme strutturali ma nessun governo, né di sinistra né di destra è riuscito a metterle in atto negli ultimi 10 anni. Ed è di questo che S&P si preoccupa.

Per ulteriori approfondimenti, leggete l'articolo S&P’s Italy Warning May Fan Contagion as Greece Cuts, scritto da Bloomberg.


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pipupo - 23/04/2012 09:43
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gilmour - 24/05/2011 08:26
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gottapa è triste dirlo ma ad arricchirsi sono stati proprio quei politici che negli anni 90 ci avevano "curato" a lacrime e sangue come amato, prodi e ciampi tutta gente anticapitalista e di centro-sinistra ma da 20 anni si beccano 2.000 EURO NETTI DI PENSIONE AL GIORNO! (fonte: nuovo libro di GIORDANO "LE SANGUISUGHE" - pregasi di astenersi dal leggerlo per i già incacchiati cittadini/contribuenti euroscettici......
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gottapa - 23/05/2011 18:54
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Condivido al 100% con GILMOUR, il programma della Gabanelli è stato veramente veritiero. Credo che a questo punto si debba fare il famoso " PASSO INDIETRO "
per il bene della nazione, ma sopratutto per il bene dei nostri giovani. Non credo sia giusto che crescano con il marchio di " GENERAZIONE A PERDERE " e per colpe
che onestamente non hanno. Siamo in tanti che scriviamo, ma anche oggi io sono più
povero di ieri e questa cosa non piace nè a me nè a mio figlio.
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