(ASCA) - Roma, 6 mag - Mentre lo scenario geopolitico internazionale si sta rendendo sempre piu' incandescente per il rischio di attentati, in Italia e' appena entrata in vigore la direttiva UE che reca norme e disposizioni per l'individuazione e la designazione delle infrastrutture critiche europee per migliorarne la protezione. Nella Gazzetta Ufficiale di ieri, infatti, e' stato pubblicato il decreto legislativo che da' attuazione alle norme comunitarie (promosse dall'allora commissario UE Franco Frattini), con l'obiettivo di potenziare la sicurezza delle grandi infrastrutture energetiche e dei trasporti del Paese nei confronti di azioni terroristiche o criminali, ma anche aumentarne la robustezza rispetto a guasti accidentali ed eventi naturali. In concomitanza con l'entrata in vigenza delle disposizioni, i temi connessi alla loro applicazione, ai costi e ai benefici per l'utenza e alla situazione della sicurezza nazionale, alla luce delle minacce provenienti dalla Libia e da AlQuaida, sono stati discussi oggi a Milano nel convegno di approfondimento organizzato dall'AIIC-Associazione Italiana Esperti in Infrastrutture Critiche, in cooperazione con BCManager e ANSSAIF, presenti i responsabili della sicurezza delle principali infrastrutture nazionali, tra cui FS, ENAV, ENI, ENEL, TERNA, Regione Lombardia ed altri. L'AIIC, per aiutare gli operatori coinvolti, ha gia' creato uno specifico Gruppo di Lavoro per predisporre le linee guida sul contenuto del ''Piano della Sicurezza dell'Operatore''. Nell'analisi non sono mancate le ombre. Il neo-presidente dell'AIIC, Sandro Bologna, ha rilevato che ''l'entrata in vigore della Direttiva in Italia avviene a otto giorni dalla conferenza della Commissione Europea (DG Home) convocata per avviare la revisione della stessa Direttiva, mettendo cosi' in evidenza un ritardo della politica italiana nel recepimento delle disposizioni europee''. Pur riconoscendo che ''questa legge e' certamente un importante passo in avanti perche', stante la criticita' per il Sistema Paese di alcune infrastrutture, essa conferma che tali infrastrutture necessitano di una protezione maggiore che impone l'adozione di misure atte a contrastare tutte le possibili minacce e garantire la capacita' di mantenere erogazione dei propri servizi essenziali alla popolazione'', il prof. Roberto Setola, segretario dell'AIIC e direttore del master in Homeland Security, ha pero' rilevato che ''a distanza di oltre due anni dal rilascio della Direttiva Europea, in Italia siamo in una situazione paradossale. Infatti, di fronte ad un forte dinamismo e interesse degli operatori, permane un'inerzia delle autorita' pubbliche. Negli altri Paesi europei in questi due anni sono stati invece adottati piani e iniziative concrete per migliorare la sicurezza di queste infrastrutture critiche e vitali per la societa'''. In base alla Direttiva, ogni azienda ''critica'' dovra' avere un responsabile della sicurezza unico, che fungera' da punto di contatto per tutte le problematiche di sicurezza, e di un ''Piano della Sicurezza dell'Operatore', che dovra' contenere una dettagliata analisi delle diverse minacce, vulnerabilita' e, soprattutto, delle varie contromisure da adottare in funzione delle specifiche situazioni di rischio. Piano che dovra' poi essere validato e approvato dalle autorita' pubbliche.
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