Spazio/ Nasa, Obama riesaminerà programma "Constellation"

Prevede il ritorno dell'uomo sulla Luna e su Marte
Washington, 7 mag. (Apcom) - L'Amministrazione Obama esaminerà il programma di esplorazione spaziale "Constellation", approvato nel 2004 da George W. Bush, nel corso della prossima estate: il programma prevede il ritorno dell'uomo sulla Luna e su Marte. La nuova Amministrazione ha già reso noto il budget della Nasa per il 2010 (18,7 miliardi di dollari, circa due miliardi in più rispetto all'anno in corso) senza tuttavia nominare un nuovo amministratore dell'agenzia spaziale al posto di Mike Griffin, scelto da Bush nel 2005. La rivalutazione del programma ruota essenzialmente al possibile mantenimento della flotta degli space shuttle oltre la data di ritiro prevista del 2010: scelta che costerebbe circa tre miliardi di dollari l'anno oltre ad aumentare il rischio di incidenti mortali, come ha già reso noto lo steso Griffin confermando che la prima missione con equipaggio del nuovo programma spaziale "Constellation" non sarà pronta prima del 2015. L'Amministrazione Obama potrebbe quindi decidere di non vedere l'accesso alla Stazione Spaziale Internazionale "Alpha" limitato per 5 anni alle sole navette russe e dell'Esa. La flotta degli space shuttle - persa la decana "Columbia" nell'incidente del 2002 - comprende attualmente la "Atlantis", la "Discovery" e la "Endeavour" - l'ultima navetta ad essere costruita per sostituire la "Challenger", esplosa al decollo nel 1986. Il primo space shuttle ad essere costruito, "Enterprise" (altro nome di diverse navi da guerra ultima delle quali una portaerei nucleare, ma battezzato in tal modo su richiesta dei fan di Star Trek), è rimasto un modello statico e non è stato mai dotato di propulsori, dopo che i tecnici decisero di apportare alcune modifiche al progetto originale. Il nuovo programma spaziale statunitense - che nelle intenzioni dell'Amministrazione Bush dovrebbe riportare l'uomo prima sulla Luna e poi su Marte - si chiama "Constellation", nome scelto da un'azienda pubblicitaria newyorchese. La Casa Bianca ha calcolato in 230 miliardi di dollari nei prossimi 20 anni la spesa necessaria, dei quali 8 miliardi già appaltati e tre miliardi già spesi: in corso sono la progettazione e sviluppo della nuova capsula Orion e sul relativo vettore Ares I, il cui primo test di lancio è previsto per il 2009; per la prima missione con equipaggio si dovrà invece attendere il 2015. Nel 2011 dovrebbe iniziare il lavoro su altri due componenti fondamentali: il modulo di allunaggio e il vettore Ares V, in grado di trasportare anche del carico addizionale. Il profilo della missione lunare - non prima del 2020 - prevederebbe il lancio di due razzi, un Ares I con la capsula con equipaggio e un Ares V con il modulo di allunaggio: i due moduli si unirebbero in orbita e grazie a un terzo razzo (di potenza assai minore, data la ridotta attrazione gravitazionale terrestre) verrebbero inseriti nella corretta traiettoria lunare. Alcuni esperti tuttavia iniziano a dubitare della prospettiva di costruire una base lunare, considerata "una strada senza uscita" che assorbirebbe numerose risorse finanziarie nonché una storia in fondo già vista ("Un Apollo dopato", l'ha definita qualcuno): meglio sarebbe cercare di raggiungere qualche asteroide vicino, una missione che avrebbe il sapore della novità; altri ribattono che la Luna, a soli tre giorni di viaggio, sarebbe invece la meta più adeguata per la messa a punto delle procedure che verrebbero poi utilizzate nel viaggio su Marte. Quale che sia la scelta definitiva, non pochi ricercatori sono preoccupati tuttavia dal fatto che nei prossimi anni il budget della Nasa sarà sempre più assorbito dal nuovo programma, a scapito non solo delle missioni shuttle e quindi della possibilità di riparare le sonde e i satelliti già in orbita, ma anche dei nuovi lanci per scopi scientifici.

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