Migliori università al mondo: italiane fuori dalla top 200

Prima CalTech, davanti a Oxford e Stanford, che scalzano Harvard. La ricerca non ha eguali nel mondo accademico. Almeno 50 mila esperti hanno fornito la loro visione interna. Nei primi 300 Milano, Milano Bicocca, Trieste, Bologna, Trento e Torino.
Il Beckman institute dell'ateneo californiano CalTech.

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Il Beckman institute dell'ateneo californiano CalTech.

NEW YORK (WSI) - Gli atenei universitari italiani restano fuori dalla classifica dei 200 piu' rispettati al mondo, mentre nella classifica stilata da Times utilizzando i dati Thomson Reuters in cima al podio si piazza anche quest'anno il California Institute of Technology.

I brand piu' noti hanno resistito all'assalto del gruppetto di inseguitori. Al secondo e terzo per reputazione ci sono Oxford e Stanford, che hanno scalzato Harvard, quarta. A ruota segue il Massachussets Institute of Technology (MIT di Boston), che ha superato Princeton e Cambridge, scese di un gradino e "relegate" al sesto e settimo posto.

Nella classifica di quest'anno, che anticipa il lancio ufficiale alla conferenza Going Global del British Council che si terra' a Dubai, gli atenei italiani sono molto indietro. Nella fascia 251-275 si trovano l'Universita' di Milano, la Milano Bicocca e Trieste. Piu' indietro Bologna, Trento e Torino, piazzatesi tra il 276esimo e il 300esimo posto.

Anche nel Times Higher Education World Reputation Rankings del 2012 nessuna universita' italiana era riuscita a entrare nella top 200. Al suo terzo anno, la graduatoria si basa su un'indagine a invito che coinvolge migliaia di ricercatori di tutto il globo, offrendo una visione d'insieme senza eguali nel mondo accademico.

"Almeno 50 mila accademici - ha spiegato Phil Baty, driettore delle graduatorie Times Higher Education - hanno fornito la loro visione interna su tre cicli annuali di indagine".

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vittoriot - 08/03/2013 08:57
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Lo slittamento delle Università italiane  nelle slaassifiche di merito era prevedibile , anche se la perdita di Bologna di almeno 50 posizioni è risultato drammatico. Nei miei 40 anni dedicati alle Università italiane ,in particolare a Bologna, penso di aver individuato il problema numero 1 che spiega i risultati disastrosi dei nostri atenei. L'intervento dei politici nella governance deli atenei ha avuto conseqienze disastrose. Ricordo a mò di esempio il passaggio massiccio degli anni 70 ...
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LordDrake - 05/03/2013 15:07
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Eppure... solo fino a 20 anni fa, se be ricordo, avevamo almeno 5 facoltà nelle prime cento.... in 20 anni hanno distrutto la scuola di ogni ordine e grado e distruggere la scuola significa distruggere il FUTURO di un POPOLO !

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pontic - 05/03/2013 14:49
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Più che il nepotismo, che pure è un bubbone da estirpare, la bassa qualificazione dei nostri atenei è multifattoriale. Ne cito solo i 4 principali:: 1) la disorganizzazione nella governance, 2) l'eccessiva offerta formativa a scapito del tempo da dedicare alla ricerca,3) la meritocrazia nella scelta della classe docente,4) la scarsa internalizzazione.

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