Francia verso la recessione

Il paese raggiunge il Regno Unito nel club dei paesi rientrati in una fase di tre trimestri di contrazione: il PIL calera' dello 0,1% nel periodo luglio-settembre, ufficializzando la recessione.
Il presidente francese Francois Hollande in compagnia del primo ministro Jean-Marc Ayrault.

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Il presidente francese Francois Hollande in compagnia del primo ministro Jean-Marc Ayrault.

New York - Nemmeno la Francia verra' risparmiata dalla crisi dell'Eurozona e come il Regno Unito e l'Italia sprofondera' in una seconda fase di recessione.

Secondo le stime del governo, il paese subira' un calo del Prodotto Interno Lordo dello 0,1% nel terzo trimestre, dopo avere registrato una medesima contrazione nel periodo aprile-giugno.

Lo scorso gennaio la Francia e' stata declassata da S&P e ha perso la tripla A sul suo rating sulla qualita' del credito. Se ci si basa sui rendimenti dei bond, Parigi non ha nulla a che vedere con la Grecia e gli altri Piigs. Ma se si lascia perdere per un attimo la differenza dei rendimenti sui mercati - che danno un enorme vantaggio e spazio di manovra la governo Hollande, offrendogli l'opportunita' di rifinanziarsi a basso costo - e ci si sofferma sulle proiezioni del rapporto tra debito e Pil dal 2010 in poi, si scopre che la Francia rischia di finire infognata in una crisi del debito in stile greco.

Con la differenza che Atene potrebbe riuscire a stabilizzare gli squilibri del rapporto tra debito e Pil se imponesse misure draconiane. Al contrario Parigi, per via delle enormi quantita' di debito, riuscirebbe solo a "limitare" la crescita del tasso al 200% nei prossimi 25 anni.

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gegio63 - 08/08/2012 10:39
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94 commenti
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Tutto già scritto e previsto da chi ben sa....la Francia il boccone più ambito per andare a destabilizzare l'area Euro e procedere, nei prossimi 3/4 anni, alla ridistribuzione dello scacchiere mondiale....a livello europeo si salverà (tra i grandi) solo la Germania che verrà ulteriormente finanziata a tassi sotto allo zero e che ripartirà in una situazione dominante a livello europeo (a fine crisi 2016), ben consapevole che la ...
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