ARTE: ARRIVA LA RIPRESA DEL MERCATO ITALIANO

17 novembre 1999, di Redazione Wall Street Italia

Il 21 ottobre si e` tenuta presso la Sotheby’s di Londra la vendita “XX Century Italian Art”, la prima asta interamente dedicata all’arte italiana del ventesimo secolo. Il fatto che la casa d’aste londinese abbia deciso di scommettere su una vendita tutta italiana, e che il risultato di tale vendita sia stato un gran successo, sicuramente fa ben sperare in una ripresa del mercato dell’arte italiana del nostro secolo.

Nonostante la “modestia” del turn-over, circa 15 miliardi e mezzo, con 44 pezzi venduti, su un totale di 53 lotti, l’asta ha fatto realizzare record di vendita per tre grandi maestri contemporanei: Kounellis, Boetti e Parmiggiani, e sembra essere, nelle intenzioni di Sotheby’s, il primo di una serie di appuntamenti annuali con l’arte italiana.

L’obiettivo della vendita era infatti, secondo le parole di una delle sue organizzatrici, Claudia Dwek: “quello di valorizzare al meglio l’arte moderna italiana sui mercati internazionali, in attesa di formare nuovi cataloghi con gli artisti piu` giovani.”

Le opere raccolte per l’occasione da Elena Geuna, curatrice dell’evento, vanno dall’inizio del secolo sino agli anni ’80: dai futuristi Balla e Severini, a Burri, Fontana, Manzoni e Castellani, e poi ancora Campigli, la Transavanguardia con Chia, Cucchi, Paladino e Clemente e l’Arte Povera di Anselmo, Parmiggiani e Pistoletto. Bellissime le 3 sculture di Fausto Melotti, due in bronzo e la terza in terracotta, e le nature morte di Morandi, tutte vendute assai bene.

Una decina sono i lotti che hanno raddoppiato le stime. Il lavoro maggiore e` stato svolto ai telefoni: molti i compratori italiani, ma numerosi anche gli stanieri (Germania, Svizzera, Francia, Danimarca ed anche America).

Tra tutti gli artisti contemporanei in asta, sicuramente i piu` noti all’estero sono Fontana, Manzoni e Burri. Oggetto di collezione da parte di non italiani, soprattutto francesi, belgi e tedeschi, ma da qualche anno anche americani. Tra i maestri moderni, il piu` collezionato all’estero e` sicuramente Morandi. Secondo Eleuna Geuna, infatti: “Il mercato dell’arte moderna italiana e` molto piu` ampio di quello dei contemporanei italiani, ma l’ingresso dei collezionisti americani avra` un effetto determinante sui prezzi.” L’Arte Povera, sempre secondo la Geuna: “con tutto l’interesse che ora i musei dimostrano nei suoi confronti (a breve ci sara` una mostra a Minneapolis e poi alla Tate Gallery), penso che ben presto tornera` in auge presso i collezionisti stranieri. Al momento e` sottovalutata.”

Per quanto riguarda la Transavanguardia, essendo gli artisti rappresentati da gallerie americane, dalla svizzera Bruno Bishofberger e dalla londinese Anthony d’Offay, il mercato e` piu` forte al di fuori dei confini italiani. Francesco Clemente e`, tra gli esponenti del movimento, ora particolarmente quotato grazie alla retrospettiva attualmente in visione al Guggenheim di New York, che segue a breve distanza l’altra personale dell’artista tenutasi alla Villa delle Rose di Bologna nella primavera-estate scorse.

Al momento, comunque, il mercato dell’arte italiana del XX secolo e` assai ristretto rispetto agli anni Sessanta, quando l’Europa rivestiva ancora un ruolo chiave nel mondo dell’arte a livello internazionale e molti collezionisti compravano in Italia (la Biennale di Venezia aveva un ufficio vendite). Putroppo in Italia manca il sostegno ufficiale da parte delle Istituzioni Pubbliche, e sovente anche da quelle private: mancano i musei d’arte contemporanea e le gallerie sono troppo spesso impossibilitate, a causa dei costi esorbitanti delle fiere e dalle leggi che regolano l’esportazione per opere che abbiano piu` di 50 anni, a promuovere e sostenere all’estero un’arte tutta made in Italy.

Sono diverse, comunque, nel mese di novembre le aste che avranno come protagonisti alcuni grandi maestri dell’arte moderna italiana. Christie’s presenta, mercoledi` 17, opere delle principali correnti artistiche del Novecento, e tra queste un “Nudo” del 1930 di de Chirico, stimato 250-300 milioni, un disco solare in bronzo di Arnaldo Pomodoro (90-130 milioni), e poi ancora opere di Carra` (“Bosco sul fiume”, 80-100 milioni), Licini (“Angelo su fondo giallo”, 70-90 milioni), Burri (olio su tavola, 80-120 milioni) ed un’idropittura di Fontana valutata 80-100 milioni.

La Sotheby’s, martedi` 23, presenta circa 200 lotti tutti di arte del XX secolo: tra i piu` degni di nota la “Festa in giardino” del 1954 di Campigli, stimata 550-650 milioni, un “Contrasto N.3” di Vedova (120-150 milioni), ed un “Concetto Spaziale. Attese” di Fontana del 1960 (150-200 milioni).

Ultimo appuntamento del mese sara` con Finarte, giovedi` 25, che presenta tra gli altri Severini (“Vase rouge et crabe”, 1948, 50-60 milioni), Guttuso (“Pescatore”, 1949, 22-25 milioni), De Pisis (“Paesaggio di Brugherio”, 1950, 28-32 milioni) e de Chirico (due “Piazze d’Italia”, entrambe del 1962, a 100-120 e 130-150 milioni).

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