ARRESTATO
IL PALAZZINARO COPPOLA

1 marzo 2007, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) –
Danilo Coppola, l’immobiliarista romano azionista tra l’altro di Mediobanca, è stato arrestato dal Nucleo valutario della Guardia di Finanza con l’accusa di bancarotta, associazione a delinquere, riciclaggio e appropriazione indebita. Coppola è stato fermato nella sua residenza di Grottaferrata, ai Castelli Romani.

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L’inchiesta fa riferimento a un ‘buco’ di bilancio creato attraverso una serie di operazioni di compravendita che ha determinato uno svuotamento delle casse di una società per 130 milioni di euro. A questa somma vanno aggiunti altri 72 milioni di mancato versamento di imposte, di cui circa 40 relativi all’Iva e il resto alle imposte dirette.

Sette in manette. Con Coppola sono state arrestate altre sei persone, una risulta irreperibile, due sono commercialisti. Cinque gli indagati. Tra gli arrestati ci sono anche alcuni collaboratori di Coppola: Andrea Raccis, Giancarlo Tumino, Gaetano Bolognese, Francesco Bellocchi (ex cognato di Stefano Ricucci attualmente in causa con l’immobiliarista). Ordinanze di custodia cautelare anche per il cognato di Coppola, Luca Necci, di Daniela Candeloro e Alfonso Ciccaglione. Nel corso del blitz sono stati sequestrati, inoltre, 70 milioni di euro in titoli e quote societarie riconducibili alle società della galassia dell’immobiliarista.

Le indagini. Le misure chieste dai pm della Procura di Roma, Giuseppe Casini e Lucia Lotti, sono emesse dal gip Caivano. L’inchiesta nei confronti dell’immobiliarista romano riguardano una serie di società dell’impero finanziario dello stesso Coppola che sarebbero state fatte fallire creando un “buco” di 130 milioni di euro. Secondo la ricostruzione del nucleo speciale di polizia valutaria e del comando provinciale della guardia di finanza, la società Micop (intestata ad un prestanome di Coppola) e altre 6 società sarebbero state “svuotate”. L’immobiliarista ha trasferito recentemente sei società in Romania, per ostacolare le indagini

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Le risorse finanziarie, pari a 130 milioni di euro, sarebbero state sottratte attraverso una serie di operazioni che utilizzavano lo stesso meccanismo. Una società acquistava un immobile, lo rivendeva a un’altra al doppio o al triplo, ipervalutandolo. La seconda società, per acquistarlo, accendeva un mutuo e i soldi dalla stessa pagati sparivano. Gli investigatori hanno accertato che la prima società, che distraeva il denaro, non pagava le tasse, mentre l’altra che comprava si portava a credito le imposte. Un modo per generare liquidità.

Indagato anche a Torino. L’immobiliarista era stato iscritto nel registro degli indagati nella procura di Roma oltre un anno fa per il reato di false comunicazioni sociali e nei giorni scorsi Coppola era stato indagato anche dalla procura di Torino per aggiotaggio informative.

Editore “duro”. Coppola è anche proprietario di “Finanze e Mercati”: proprio ieri ha licenziato il direttore, accusandolo “di volergli mettere contro la redazione”. Osvaldo De Paolini aveva scritto ai giornalisti, dicendo che le pressioni dell’editore si erano fatte “insostenibili”. Il direttore, che possiede comunque il 46% del quotidiano, si dichiara “incredulo” per l’arresto.

Azioni sospese e sequestrate. Le azioni Ipi, che fanno capo a Coppola, sono state sospese dalle contrattazioni a Piazza Affari. 818 mila azioni Mediobanca sequestrate; oltre quattro milioni e mezzo quelle in portafoglio della As Roma; due milioni e 800 mila quelle della società ‘Bim'; tre milioni e 818 mila quelle targate Ipi. Sequestrato anche il 30 per cento delle azioni dell’Hotel Cicerone. Il valore nominale del pacchetto azionario è di 70 milioni di euro.

Intercettava la fidanzata. Coppola aveva in dotazione quattro cellulari modificati, uno dei quali utilizzato per intercettare la fidanzata. Per questo i magistrati hanno ipotizzato il reato che punisce “l’installazione di apparecchiature per intercettare od impedire comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche”. Questa apparecchiatura consentiva che i messaggi e le telefonate ricevute dalla fidanzata, che aveva ricevuto in regalo il cellulare, fossero anche deviati a Coppola.

I prestanome. Danilo Coppola si serviva di numerosi romeni, alcuni dei quali residenti in Romania. Tra i prestanome ci sono un portiere d’albergo, un muratore romeno e sua moglie, una domestica, che risulterebbe a servizio dalla madre del finanziere. Secondo gli inquirenti, le banche sapevano benissimo che dietro i prestanome si nascondesse Coppola.

Il ruolo delle banche. Secondo l’agenzia Ansa, i cospicui finanziamenti e mutui agevolati erogati da Unicredit che consentirono operazioni ‘infragruppo’ a Danilo Coppola, sono all’attenzione degli investigatori della capitale. Per ora non vi sarebbe alcun indagato, ma l’inchiesta continua.

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