Aquarius, si alzano i toni con la Francia: Italia “vomitevole”

14 giugno 2018, di Alessandra Caparello

Si alzano i toni tra Roma e Parigi in merito al caso Aquarius, la nave piena di migranti il cui approdo nei porti italiani è stato bloccato dal neo ministro dell’Interno Matteo Salvini aprendo una crisi diplomatica allitnerno dell’Ue per la gestione dei profughi.

Ad alzare la voce è stata la Francia con il portavoce del partito del presidente Emmanuel Macron che ha definito vomitevole e cinico il comportamento del governo italiano. Poi erano arrivate le parole di Macron: “Dall’Italia cinismo e irresponsabilità”.  Immediata la replica di Salvini che ha paventato la possibilità che il premier Giuseppe Conte annulli la visita ufficiale in programma a Parigi se non fossero arrivate le scuse. Anche Luigi Di Maio si mostra sulla stessa linea di Salvini. E le scuse non sono arrivate anzi la Francia ha rincarato la dose.

“Se non arriveranno le scuse ufficiali, il primo ministro Conte avrà ragione a non andare in Francia”, ha detto Salvini ai giornalisti dopo aver chiesto che la Francia accogliesse più migranti.

“Le dichiarazioni intorno al caso Aquarius che arrivano dalla Francia sono sorprendenti e mostrano una grave mancanza di conoscenza di ciò che sta realmente accadendo. Il governo italiano non ha mai abbandonato le quasi 700 persone a bordo dell’Acquarius. Dopo il rifiuto di Malta di far scendere la gente a bordo della nave, abbiamo ricevuto un gesto di solidarietà senza precedenti dalla Spagna. Lo stesso non si può dire della Francia, che ha spesso adottato politiche di immigrazione molto più rigide e ciniche.

Guardando i dati reali della banca dati sull’asilo, nel 2017 la Francia aveva un totale di 100.412 domande di asilo, con un tasso di respingimento del 73,2%, mentre l’Italia ne aveva 130.119 nel 2017 e un tasso di respingimento molto più basso, pari al 58,2%. L’Italia ha accolto oltre 700.000 migranti dal 2013.  Il ministro Salvini ha accusato la Francia di accogliere solo 640 dei 9.816 migranti che aveva promesso di prendere dall’Italia. E così ha preso la palla al balzo per chiedere alla rancia di passare dalle “parole ai fatti e di offrire un segno di generosità” intervenendo di più.

Nel suo intervento al Senato il ministro ha anche puntato il dito contro le organizzazioni caritatevoli che aiutano i migranti a lavorare con i trafficanti di esseri umani, ma ha detto che l’Italia non smetterà di salvare le imbarcazioni dei migranti. Tutta la vicenda ha spinto il ministro delleconomia Tria ad annullare lincontro con il suo omologo francese Bruno Le Maire e il premier Conte sta valutando di fare la stessa cosa con Macron.

Emblematico il commento dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati Filippo Grandi, che ha sì messo in guardia contro la chiusura delle frontiere dell’Unione europea, ma ha anche chiesto di capire il gesto dellItalia.

“Chiudere i porti, chiunque lo faccia, minaccia il salvataggio in mare, come abbiamo visto nel caso dell’Acquario, e quindi non è la soluzione giusta (…) il motivo per cui l’Italia ha detto di aver chiuso i porti è qualcosa che dobbiamo ascoltare”.

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