Appalti truccati: agli arresti l’imprenditore Alfredo Romeo

9 novembre 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Arriva la svolta nell’inchiesta della procura di Napoli sui rapporti fra il gruppo Romeo e le pubbliche amministrazioni. L’imprenditore Alfredo Romeo, attualmente imputato a Roma nel caso Consip, arrestato a marzo e poi tornato libero ad agosto, è stato condannato agli arresti domiciliari insieme al manager dell’ospedale Cardarelli Ciro Verdoliva.

L’accusa è di corruzione  e abuso d’ufficio in merito ad una serie di appalti truccati all’ospedale Cardarelli, al Comune di Napoli e alla Soprintendenza per i beni culturali di Roma.

Insieme a Romeo e Verdeoliva la procura ha disposto gli arresti domiciliari anche per Giovanni Annunziata, ex direttore generale dell’ufficio patrimonio del Comune di Napoli e Ivan Russo, collaboratore dell’imprenditore Romeo. Secondo la Procura Giovanni Annunziata, è il funzionario che avrebbe confezionato un dossier contro Luigi de Magistris, nell’interesse di rivali politici, dossier realizzato anche grazie al contributo della Romeo Gestioni.

L’inchiesta è dei pm Henry John Woodcock, Celeste Carrano e Francesco Raffaele. La misura cautelare riguarda anche altre 16 persone accusate di vari reati che vanno dalla corruzione alla frode. Il giudice per le indagini preliminari però nell’indicare i capi d’accusa non ha riconosciuto né l’ipotesi dell’associazione a delinquere, avanzata dai pm per gli indagati, né l’aggravante del metodo mafioso per i capi d’imputazione di Alfredo Romeo.

L’inchiesta non ha elementi in comune con quella Consip tranne per l’indagato, l’imprenditore Alfredo Romeo che era stato arrestato il 1 marzo scorso. E poi tornato in libertà il 16 agosto con l’annullamento della misura cautelare da parte del Tribunale del Riesame di Roma e ora nuovamente agli arresti.

 

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