ANCORA SCIOPERO
E PROPRIO ORA

23 dicembre 2006, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) –
Inorgogliti dal successo dello sciopero del 15 dicembre i sindacati di Alitalia hanno indetto nuove agitazioni. Non sono escluse interruzioni dei voli durante le feste. Se il governo non darà nel frattempo risposte convincenti, ci sarà una manifestazione nazionale a Roma e poi lo sciopero generale con paralisi totale dei voli.

I sindacati di Alitalia vogliono partecipare alla stesura del bando della gara per l’opa sulla compagnia di bandiera. Ma ciò non basta. Vorrebbero anche il rinnovo dei contratti di lavoro, con relativi aumenti delle retribuzioni e si oppongono alla cessione delle attività non strettamente attinenti al servizio di volo. Ufficialmente lo sciopero è contro il governo, che il sindacato, con linguaggio degno delle battaglie degli anni Settanta, “incalza con la mobilitazione delle assemblee dei lavoratori”.

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Ma in pratica è contro gli utenti e i contribuenti colpiti dai nuovi disagi, in un periodo di vacanze, e dal costo fiscale che le agitazioni infliggono ai bilanci, già in rosso, della società.

I sindacati non hanno capito che la pubblica opinione è satura dei disservizi e dell’arroganza di questa “compagnia di bandiera” e non fa distinzione fra le colpe dei vertici e quelle del personale. Perciò queste nuove agitazioni aggravano la situazione dei lavoratori dell’Alitalia, in quanto peggiorano la possibilità che l’elettorato italiano approvi una politica di aiuti statali al personale dismesso, a fianco della vendita mediante opa della compagnia.

D’altra parte, la procedura di cessione adottata è quella di una gara. In essa possono presentarsi anche operatori industriali interessati al rilancio dell’impresa oppure soltanto operatori finanziari, interessati al suo acquisto, onde procedere poi a una cannibalizzazione simile a quelle che hanno caratterizzato le tante privatizzazioni italiane, dalla cessione della Sme, dai primi anni Novanta (quando alla presidenza dell’Iri c’era l’attuale premier Romano Prodi) in poi.

Soltanto se i lavoratori accetteranno ristrutturazioni e riduzioni di retribuzioni orarie, almeno temporanee, com’è accaduto per il salvataggio delle compagnie aeree americane, vi è la possibilità di un rilancio da parte di credibili acquirenti industriali.

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