Anche l’Italia è coinvolta nel caso delle uova contaminate

11 agosto 2017, di Livia Liberatore

L’allarme è partito alcuni giorni fa ma sembrava non riguardare l’Italia. Le uova contaminate dal fipronil, un insetticida moderatamente tossico per la salute umana, sarebbero state prodotte da alcune aziende nei Paesi Bassi e Olanda. Ma ora la Commissione europea ha detto che ad essere coinvolti sono 15 Paesi europei, fra cui l’Italia, insieme a Svizzera e Hong Kong fra gli Stati fuori dall’Unione europea. Tutti questi Paesi avrebbero importato uova dalle imprese che hanno messo in commercio le uova contaminate.

Dal Ministero della Salute spiegano però che le uova non sono state distribuite nel nostro Paese. L’utilizzo illegale del prodotto è quindi per ora confermato solo in Belgio, Olanda, Francia e Germania. Le autorità italiane avrebbero sequestrato prodotti di un’azienda francese che aveva usato le uova di uno degli allevamenti olandesi dove sono state denunciate uova contaminate. La Commissione ha convocato il 26 settembre una riunione con i ministri e le autorità interessate alla vicenda per discutere su come garantire al meglio la sicurezza alimentare.

Il fipronil è un insetticida usato contro pulci e zecche che non può però essere utilizzato su animali destinati al consumo umano. Le aziende in questione situate in Belgio e Olanda lo avrebbero usato illegalmente. Intanto le perdite legate alla vendita illecita delle uova contaminate sono stimate a decine di milioni. Sono 160 le imprese che hanno fermato le attività nei Paesi Bassi e 50 in Belgio.

La vicenda ha portato tensioni fra gli Stati dell’Unione europea, in particolare fra Belgio e Olanda. Il Belgio ha accusato i vicini di non aver avvisato dell’allerta di un possibile uso illegale del fipronil nel novembre 2016. L’Olanda ha risposto di non aver ricevuto all’epoca alcuna indicazione di rischi per la sicurezza alimentare. Francia e Germania hanno criticato la gestione del problema.

“Abbiamo standard alimentari fra i più elevati del mondo”, ha detto il commissario europeo per la sicurezza alimentare Vytenis Andriukaitis, “dobbiamo lavorare insieme per trarre le conclusioni necessarie piuttosto che sprecare energie per trovare i colpevoli”.

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