Amazon: oltre al braccialetto una “gabbia” per i dipendenti

14 settembre 2018, di Alessandra Caparello

Prima ancora del famoso braccialetto elettronico da tenere al polso per tracciare i movimenti dei dipendenti, Amazon ci aveva provato con la gabbia. Mentre Jeff Bezos lancia un fondo di beneficenza per aiutare bambini, senzatetto e comunità disagiate, spunta un brevetto che il colosso di Seattle avrebbe depositato nel 2016 e ora venuto alla luce da uno studio di Kate Crawford (New York University) e Vladan Joler (Università di Novi Sad) sull’intreccio tra etica e intelligenza artificiale.

Il brevetto riguarda una nuova postazione di lavoro ideata da Amazon dotata di pedana in grado di muoversi con un braccio mobile per maneggiare i pacchi e un joystick per manovrarlo. La forma di questa postazione di lavoro però è una gabbia a cui il lavoratore accede da una semplice porta con serratura che si sblocca solo digitando un codice. Obiettivo della gabbia sarebbe quello di trasportare il lavoratore in sicurezza mettendoli al riparo e proteggendoli dalle macchine con cui lavorano fianco a fianco.

Amazon, interpellata, ha fatto rpesente che il brevetto non è mai stato realizzato. A parlare da Twitter, il  vicepresidente Dave Clark.

“A volte anche le cattive idee vengono registrate. Questo brevetto non è mai stato utilizzato e non abbiamo in progetto di utilizzarlo. Anche perché l’idea di proteggere un uomo da un robot con una gabbia sembra già anacronistica. Abbiamo sviluppato una soluzione di gran lunga migliore, che può essere indossata da un piccolo giubbotto che causa l’arresto di tutte le unità di trasmissione robotizzate nelle loro vicinanze”.

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