Amazon: aumenti salariali si rivelano una farsa

4 ottobre 2018, di Alessandra Caparello

Gli aumenti salariali annunciati da Amazon sono una farsa. Da 10 a 15 dollari all’ora per i lavoratori degli USA e nel Regno Unito di 9,50 sterline e di 10,50 nella città di Londra.

Dalle pagine del Guardian l’atto di accusa del sindacato inglese GMB secondo cui il colosso di Seattle, altro che aumento, sta imponendo “una tassa furtiva sul proprio aumento salariale”. Secondo i rappresentanti dei lavoratori, Amazon ha compensato gli aumenti riducendo i benefici per i lavatori dei magazzini nel Regno Unito ossia bonus di produzione mensili e la ripartizione di stock option.

In sostanza i lavoratori del rivenditore di Seattle al momento ricevono un bonus Amazon, del valore di $ 1,961 dollari (£ 1,508 sterline), alla fine di ogni anno insieme ad un premio aggiuntivo ogni cinque anni. Se tengono le azioni per due anni, possono incassarle poi esentasse. Amazon ha confermato alla CNBC che la società si sta liberando di questi premi e delle stock option, in quanto aumenta il salario minimo a $ 15 l’ora. La società, tuttavia, ha sottolineato che l’aumento delle retribuzioni compensa più che bene la perdita di altri benefici.

Ma secondo i calcoli dei sindacati la perdita di quel pagamento equivale a circa la metà del guadagno in sterline di £ 3,120 promesso al lavoratore medio del magazzino di Amazon fuori Londra. Amazon si è giustificato inoltre affermando che la sostituzione dello stock option con l’aumento del salario minimo è stato introdotto perché i dipendenti preferiscono la “prevedibilità e immediatezza del contante” rispetto ai premi azionari ma non ha detto nulla sui bonus mensili.

Se Jeff Bezos – l’uomo più ricco del mondo – vuole davvero dare a uno staff laborioso un aumento di stipendio, dovrebbe lasciare che mantengano le loro opzioni azionarie oltre ad aumentare la loro tariffa oraria”

Così Tim Roache, il segretario generale della GMB.

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