Alto rischio di riciclaggio per socio occulto: cosa fare

20 giugno 2017, di Giovanni Falcone

Una delle operazioni a maggior rischio di riciclaggio, è rappresentato dal finanziamento di una società, non canalizzato nelle scritture contabili o almeno, diversamente canalizzato in forma palese nei canali ufficiali.

Mi è capitato il caso di un amministratore di una società di capitali con un rilevante fatturato di venti miliardi di lire (eravamo al vecchio conio, ante 2002), operante nel settore delle “costruzioni edili per civili abitazioni” che, ad una certa data, con una causale Restituzione anticipazione socio, sposta tre miliardi di lire dal conto corrente aziendale intestato alla società di cui lo stesso è amministratore delegato a quello personale.

In questi casi, prima di dare corso all’operazione richiesta dal cliente, consiglio sempre di acquisire una copia di una Delibera del Consiglio di amministrazione della stessa società, da inserire nella Busta di cassa dell’operazione contabile, nella quale si autorizza l’amministratore al “ristoro” di una precedente anticipazione.

Per completare il racconto della vicenda vissuta, lo stesso amministratore, ottenuta la disponibilità della ingente provvista sul proprio conto, con “Modulo di sportello – Mod. 52”, prelevò in denaro contante l’intera somma dei tre miliardi delle vecchie lire.

Rischio di riciclaggio

In presenza di siffatta operatività, ritenni e ritengo il rischio di riciclaggio altissimo in quanto lascia fondatamente desumere la presenza di un socio occulto nella vita della società. Un socio, è bene sottolinearlo che non ha alcuna voglia di farsi riconoscere e, pur  essendo il vero finanziatore, vuole rimanere nell’ombra, occulto per l’appunto.

Il nostro amministratore, con il prelievo di contante della ingente provvista, in concomitanza alla “restituzione anticipazione socio”, provvede alla consegna “brevi manu” – senza lasciare traccia – dell’intero malloppo.

Se questa è una interpretazione corretta o almeno verosimile, vi sono fondate ragioni per ritenere il finanziamento della società di capitali (S.p.A.) effettuato con soldi di dubbia provenienza, per i quali non è stata lasciata traccia contabile di alcuna natura.

Conclusioni

L’esperienza vissuta nel quadro della mia attività di Responsabile aziendale antiriciclaggio, ad opera di una nostra “controllata”, sia pure succintamente, denota i grandi rischi cui si è esposti nella veste di Intermediari finanziari laddove non vengono posti sufficienti presidi di alert nella operatività della clientela.

Fare antiriciclaggio, senza fare in alcun modo “terrorismo psicologico” in danno delle filiali, unanimente considerato il front line di possibili infiltrazioni della criminalità organizzata,  significa applicare comune e razionale buon senso che solo una mirata “formazione” potrà scongiurare.

L’uomo avvisato è mezzo salvato, dicono gli antichi!

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