Alleanza Iran-Cina-Ue anti dollaro: dettagli top secret

2 ottobre 2018, di Alessandra Caparello

Teheran non esclude la possibilità di creare un’alternativa allo strumento di pagamenti internazionale SWIFT per il commercio petrolifero al fine di aggirare le sanzioni statunitensi contro il paese.  Così ha dichiarato il viceministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi.

“Come sappiamo anche gli europei stanno cercando di capire come con lo SWIFT si possa continuare a lavorare con l’Iran, o se è necessario un sistema di trasmissione [finanziario] parallelo … Questo è qualcosa su cui stiamo ancora lavorando”.

Così ha aggiunto Araghchi che si riferisce allo Special Purpose Vehicle a cui stanno lavorando Unione Europea, Cina e Russia per consentire  alle aziende straniere di proseguire i business con l’Iran, compresi quelli di beni denominati in dollari americani come il petrolio, compiendo così il processo di de-dollarizzazione funesto per Trump. Era il 24 settembre quando l’Iran e i suoi cinque partner hanno rilasciato una dichiarazione congiunta che annunciava l’istituzione proprio di uno “Special Purpose Vehicle” per facilitare il proseguimento del commercio con l’Iran, bypassare il sistema finanziario degli Stati Uniti ed evitare qualsiasi impatto delle sanzioni secondarie americane.

“L’elemento importante nel SPV (Special Purpose Vehicle) è che può essere utilizzato non solo per gli europei, ma anche per altri paesi. Speriamo che prima dell’entrata in vigore della seconda parte delle sanzioni statunitensi [dal prossimo 4 novembre], questi meccanismi possano essere presenti ed essere funzionali”.

Ha affermato Araghchi che mostra così tutta la sua preoccupazione sullo status attuale dell’economia iraniana duramente colpita negli ultimi giorni, con il Rial precipitato ai i minimi storici. Tuttavia ad oggi dettagli tecnici su come funzionerà lo Special Purpose Vehicle non ci sono anche se il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Bahram Qassemi ha detto che i dettagli rimarranno segreti per proteggere gli interessi nazionali e per prevenire potenziali tentativi di indebolire il lavoro dell’Iran con i suoi partner. Qassemi ha anche aggiunto che ” il meccanismo per la cooperazione” era in via di definizione e l’Iran alla fine deciderà se le sue richieste siano state soddisfatte nella pratica.

“Se, in ultima analisi, e per qualsiasi ragione, l’Unione europea e [i nostri] altri partner non ci forniscono le  opportune garanzie, ciò può influenzare la decisione dell’Iran e la Repubblica islamica seguirà il percorso che è opportuno per il paese”.

 

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