Alitalia verso 1600 esuberi e manca piano industriale. Sindacati in fermento

11 gennaio 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – 1600 posti di lavoro a rischio su u totale di 12mila dipendenti tra naviganti e staff. Questa la cifra che circola in merito ai nuovi esuberi in Alitalia il cui destino è ancora ignoto. Entro il 31 marzo l’ex compagnia di bandiera guidata da Cramer Ball dovrà attuare un nuovo piano quinquennale per il rilancio di Alitalia.

Dal 22 dicembre scorso con lo sblocco delle linee di credito l’azienda ha accumulato liquidità per 250 milioni di euro, di cui 100 messi a disposizione da Etihad e 150 da Intesa SanPaolo e Unicredit. Altri 250 milioni arriveranno con il nuovo piano che sarà operativo dal 1° aprile,  per un totale di mezzo miliardo di risorse.

Proprio in merito al piano, come riporta La Stampa, si è tenuta una riunione tra il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda e Graziano Delrio, titolare del dicastero dei Trasporti insieme al numero uno di Alitalia Cramer Ball. I due ministri chiedono un progetto dettagliato, che sia condiviso da azionisti, banche e istituzioni creditrici, “un piano robusto” dice Delrio secondo cui gli azionisti “sono tutti determinati a continuare a investire”. Nel piano di ristrutturazione emergono tre punti fondamentali: riduzione dei costi, rinegoziazione della partnership come quella con Delta, ritenuta penalizzante e nuovo modello di business.

Ma è la riduzione dei costi a preoccupare. Se Delrio ha affermato che i “lavoratori non devono pagare per primi alcune inefficienze del management”, i sindacati si dicono perplessi e preoccupati vista la mancanza di certezze. Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto Aereo così hanno scritto una lettera al governo per chiedere un incontro urgentissimo al fine di valutare ogni decisione. E questo proclamando uno sciopero generale del trasporto aereo per il 20 gennaio. Gli stessi sindacati in una nota denunciano:

“Il perdurare di una situazione fragile sotto il profilo finanziario e industriale non può vedere eluso il confronto con le organizzazioni sindacali che si dichiarano disponibili sin da ora ad un percorso serio che riguardi sia il piano industriale e sia l’apertura del Tavolo per il rinnovo del Ccnl scaduto il 31 dicembre scorso”.

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