Alitalia: referendum ultima chiamata per la sopravvivenza

20 aprile 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Ultima chiamata per Alitalia: il ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda ha così definito il referendum dei lavoratori della compagnia di bandiera sul pre-accordo raggiunto con i sindacati, propedeutico al piano di ristrutturazione, partito ieri, 19 aprile e che terminerà il 24.

Ma perché l’ultima chiamata? Essenzialmente perché la via della nazionalizzazione non esiste, così come quella privata visto che i soci e creditori di Alitalia, Intesa SanPaolo, Unicredit, Generali e Atlantia, non sembrano disposti a mettere più 1 euro per salvare la società.

A sostenerlo il presidente di Intesa SanPaolo Gian Maria Gros-Pietro come scrive Il Sole 24 Ore:

“Alitalia ha un ruolo importante per l’economia del Paese ed è per questo motivo che la banca la sostiene, ma sia chiaro, ed è sempre stato chiaro, che noi non siamo dei vettori aerei (…) Contiamo sul fatto che ci sia un piano industriale sostenibile“.

Parole che sono condivise anche dall’ad di Unicredit Jean Pierre Mustier, presente fino a giugno scorso nel board della compagnia.

Anche il presidente di Alitalia, Luigi Gubitosi, afferma che il referendum è l’ultima strada percorribile. Come ha sostenuto in un’intervista a Il Messaggero:

“L’alternativa all’accordo non c’è, non esiste. O meglio c’è: un accompagnamento verso la liquidazione dell’azienda, il fallimento (…) Per il rilancio della Compagnia bisogna accelerare con l’apertura di nuove rotte a lungo raggio e con l’arrivo di nuovi aerei per servirle (…) e il referendum sul pre-accordo siglato tra azienda e sindacati nei giorni scorsi vedrà prevalere il sì, vi sarà un aumento di capitale di circa 2 miliardi, di cui oltre 900 di nuova finanza per far ripartire la compagnia e assumerò i pieni poteri. Non voglio pensare all’alternativa”.

Il presidente designato di Alitalia è convinto che l’azienda ce la può fare, implementando l’accordo raggiunto per il quale non vedo alternative.

“Ma serve una forte discontinuità a partire dal management (…) Se da una parte nei quadri intermedi e tecnici ho trovato grande competenza e attaccamento all’azienda e incontrato piloti e assistenti di volo di grandissima competenza, dall’altra per quanto riguarda il top management ci sono luci e ombre”.

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