ALITALIA, MA SIAMO UN PAESE SERIO OPPURE NO?

5 dicembre 2006, di Redazione Wall Street Italia

Il contenuto di questo articolo esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

(WSI) – Ieri Prodi ha comunicato che il bando di gara con le
precise condizioni per candidarsi alla cessione della quota che il
governo intende dimettere giungerà ad horas. Non è per contraddire
i tanti leader dell’Unione che ieri hanno affermato che il governo
si sta muovendo nella vicenda con coraggio, tempestività e
determinazione.E tanto meno per replicare al ministro Bianchi,
convinto ancor oggi che la proprietà pubblica in Alitalia stia
dando una prova positiva.

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Si fa solo modestamente presente che
in una società quotata annunciare per giorni che se ne dismetterà
una quota ics indeterminata ma comunque tale da far subentrare
altri privati nel capitale senza che debbano lanciare un’Opa per
esercitarne il controllo, il tutto senza aver chiarito
minimamente che cosa davvero si chieda a
tali privati di garantire, e in cambio di cosa dovrebbero
accollarsi un ruolo succedaneo senza
poter sciogliere i nodi con cui l’azionista pubblico
ha vincolato il destino di Alitalia al rosso
profondo, lascia il mercato nella più totale incertezza
di informazioni necessarie perché l’eventuale
azionista rimasto fedele al titolo malgrado
le maxi perdite possa decidere che cosa
farne. È solo una mano a che manine forti possano
comprare ai prezzi attuali. La Consob,
tanto per dirne una, che ne pensa?

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