Alitalia, piloti: a fine anno perdite fino a 500 milioni

10 ottobre 2018, di Alberto Battaglia

Il tempo stringe intorno alla cessione di Alitalia: il termine stabilito scade il 31 ottobre, tre settimane per arrivare a una soluzione mentre i contatti con i possibili acquirenti esteri proseguono. E prima si conclude, meglio sarà per l’azienda, hanno sottolineato la nuova federazione sindacale dei piloti (che include Anp-Anpac-Anpav), visto che “la compagnia rischia di perdere a fine anno tra i 400 e i 500 milioni”.

Dello stesso avviso è anche il commissario straordinario Luigi Gubitosi: “l’aumento dei prezzi del petrolio”, ha dichiarato in parlamento, “si rifletterà non tanto quest’anno, ma porterà ad un aumento dei costi l’anno prossimo”. Dunque, “prima si decide meglio è”, per quanto la ex compagnia di bandiera “vada meglio” grazie a un “buon trimestre”.

Nel frattempo il piano del governo punta a dare una veste interamente italiana, almeno in una prima fase, alla Newco che dovrebbe sostituirsi ad Alitalia: nel capitale entrerebbero le Ferrovie, con un tetto di 400 milioni, Cassa depositi e prestiti e altre società pubbliche quotate.

Una soluzione che però ha ricevuto aperte critiche da parte del presidente dell’Ente nazionale per l’aviazione civile, Vito Riggio, secondo il quale nazionalizzare sarebbe “fuori dalla logica di mercato”. “La mia opinione personale è che la soluzione migliore è un accordo con una compagnia industriale, che sia del mestiere e metta a frutto il buon lavoro fatto dai commissari”, aveva dichiarato, “io sono sempre stato contro le nazionalizzazioni, le rinazionalizzazioni sono ancora peggio”.

Secondo quanto scrive La Stampa, oltre al percorso di cessione, esisterebbe anche un dissidio interno al governo sulla gestione della compagnia. La Lega sarebbe intenzionata a confermare la guida di Gubitosi, mentre il M5s avrebbe in mente un rinnovo della dirigenza.

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