Alert Italia: dopo le “sparate” elettorali in arrivo un Monti bis

11 agosto 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Tema caldo dell’autunno che verrà è quello previdenziale. Sul tavolo di confronto c’è il nodo aumento dell’età pensionabile tanto ostacolato dai sindacati e tanto auspicato dal presidente dell’Inps Boeri che teme un crollo dei conti pubblici.

Ma un altro nodo scottante è quello riguardante l’indicizzazione delle pensioni al costo della vita, all’inflazione. Primo appuntamento giovedì 7 settembre con un tavolo di confronto governo-sindacati sul tema. Il tutto parte dalla riforma lacrime e sangue dell’ex ministro del lavoro sotto il governo Monti, Elsa Fornero che ha non solo aumentato per tutti l’età pensionabile ma anche introdotto una norma transitoria per bloccare parzialmente l’adeguamento all’inflazione degli assegni già in pagamento.

Come ricorda Il Sole 24 Ore, nel 2012 e nel 2013 venne così riconosciuto l’adeguamento pieno solo per le pensioni di importo fino a 3 volte il trattamento minimo, mentre nulla è stato pagato per gli importi superiori. Con la sentenza 7072015, la Corte ha dichiarato illegittima questa norma.

Il governo, nella primavera di due anni fa, ha varato il decreto 65/2017, con cui è stato introdotto un nuovo meccanismo di perequazione riferito al biennio 2012-2013 che ha stabilito un adeguamento al 100% per gli assegni fino a 3 volte il minimo; del 40% tra 3 e 4 volte; del 20% tra 4 e 5; del 10% tra 5 e 6; nullo per importi oltre sei volte il minimo. Inoltre è stato definito un meccanismo di “consolidamento” parziale degli effetti di tali arretrati negli anni seguenti. Costo dell’operazione “solo” 2,8 miliardi di maggiore spesa previdenziale. Ovviamente chi è rimasto escluso ha fatto ricorso in tribunale.

Ora l’impegno del governo è introdurre un sistema di perequazione basato sugli “scaglioni di importo” già a partire dal 2019, lo stesso anno in cui scatterebbe il nuovo adeguamento alla speranza di vita dei requisiti di pensionamento.

Pochi giorni fa la Ragioneria dello Stato aveva lanciato l’ipotesi di un eventuale rinvio dell’innalzamento dell’età pensionabile e ora a parlare è l’ex ministra Fornero che dalle pagine de Il Foglio difende la Ragioneria – “Siamo in campagna elettorale, chi è che si prende la responsabilità di dire la verità? Ci vuole coraggio” – ma soprattutto avverte del rischio di un Monti bis,  un altro esecutivo tecnico che potrebbe arrivare dopo la stagione politica delle “sparate” e delle “mosse da campagna elettorale”.

“A quel punto i politici si ritirano per chiamare i tecnici a fare le riforme, su cui poi tornano a sputare”.

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