Alert Fitch su piano salvataggio banche italiane: “costoso per il settore”

26 novembre 2015, di Laura Naka Antonelli

ROMA (WSI) – Fitch boccia il piano di risoluzione del valore di 3,6 miliardi di euro che è stato varato dal governo per il salvataggio delle quattro banche italiane a rischio crac: ovvero di Banca Marche, Pop Etruria, Cassa di Chieti e CariFerrara. In una nota l’agenzia di rating scrive che il salvataggio è:

“costoso per il settore bancario (italiano), specialmente perchè le quattro banche rappresentano solo l’1% degli asset del settore”.

Il pericolo è che i contributi straordinari richiesti agli istituti di credito nel quarto trimestre creeranno pressioni sulle “deboli metriche di efficienza del settore e comprimeranno i già modesti coefficienti di redditivita'”.

Tra l’altro:

“Non è chiaro se questo approccio di risoluzione possa essere esteso ad altre banche. E se se un tale scenario dovesse concretizzarsi, il settore finanziario “dovrebbe fronteggiare ulteriori contributi straordinari al fondo e, per le banche più grandi, l’approccio si dimostrerebbe troppo costoso”.

Sappiamo per esempio che il salvataggio dei quattro istituti arriverà con i contributi che saranno versati dalle principali banche italiane come Unicredit, Intesa SanPaolo e Ubi Banca.

Lo stesso numero uno dell’Abi Antonio Patuelli ha affermato che il decreto salvabanche “non ci preoccupa ma ci pesa, è un ingente onere che si somma ai costi della crisi in un Paese in cui, a differenza di Germania, Francia, Inghilterra e degli altri paesi d’Europa lo Stato non ha dato un aiuto alle banche”.

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