Abuso di mercato: delisting compreso, sanzionato insider

18 ottobre 2017, di Giovanni Falcone

Abuso di mercato: delisting compreso

La sanzione all’insider per il sol fatto di avere utilizzato l’informazione per finalità e interesse personale, così come è successo nel caso dell’Offerta Pubblica di Acquisto lanciata dai congiunti – padre e figlio – rispettivamente presidente e amministratore delegato della Cremonini Spa, società quotata in borsa.

Gli stessi, qualche giorno prima del lancio dell’OPA con la quale decidono di cancellare la società dal listino di Borsa (c.d. operazione di delisting), acquistano delle azioni (n.1.875.350 per un controvalore di €.4.950.090) essendo ovviamente informati della opportunità di ordine economico e finanziario.

Nel novembre 2015, intervenne la Consob irrogando una sanzione amministrativa per 600 mila euro per “insider primario”, ritenendo violato l’art.187 del Testo unico della finanza (TUF), sentenza confermata dalla Corte di Appello di Bologna.

Il successivo ricorso in Cassazione promosso dai signori Cremonini è stato respinto con la sentenza n.24310 del 16 ottobre 2017 della Seconda sezione civile che l’abuso di mercato è esteso anche ai casi di “delisting”.

In sostanza, l’aver utilizzato la “informazione privilegiata” riguardante il lancio dell’OPA prima che la stessa venisse resa nota al mercato, costituisce violazione e pertanto la sanzione è stata ritenuta corretta e doverosa.

Il fatto che i “Cremonini” erano loro stessi gli ideatori dell’operazione e non avendo appreso la stessa da altri, doveva ritenersi una esimente secondo l’assunto contenuto nella difesa, tuttavia respinto dall’organo di giudizio di legittimità.

Infatti, dice la Cassazione, l’espressione “informazione privilegiata” deve essere intesa come conoscenza del fatto, indipendentemente se la stessa sia stata fornita da terzi.

Non esiste cioè una distinzione tra chi utilizza una informazione da lui stesso creata (come nel caso di specie riguardante un evento futuro) e chi invece riceve la stessa informazione da terzi.

Gli stessi azionisti, vendettero le azioni a 2,27 euro, quando invece dopo il lancio dell’OPA la quotazione salì a 3 euro per azione.

Il conto è presto fatto: insider primario per utilizzo di informazioni privilegiate per finalità personali.

 

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