ABI: Btp rischiano di fare la fine dei tango bond

10 luglio 2018, di Alessandra Caparello

L’Italia rischia di fare la fine dell’Argentina. Non usa mezzi termini Antonio Patuelli, presidente dell’Abi parlando all’assemblea annuale dell’associazione in cui mette in rilievo i rischi strategici che corre il paese da non partecipare maggiormente all’Unione europea.

“La scelta strategica dell’Italia deve essere di partecipare maggiormente all’Unione Europea con un maggior impegno nelle responsabilità comuni, anche con un portafoglio economico nella prossima Commissione europea. Altrimenti la nostra economia potrebbe finire nei gorghi di un nazionalismo mediterraneo molto simile a quelli sudamericani”.

Patuelli ha ricordato come in Argentina il tasso di sconto – quello a cui la banca centrale di un Paese concede prestiti alle banche e un suo aumento determina l’aumento dei tassi dei prestiti e di conseguenza dell’inflazione – “abbia raggiunto il 40% e con la lira italiana negli anni 80 il tasso di sconto fu anche del 19%”.

“L’alternativa è fra nuova Europa e neo nazionalismo. Occorre una svolta nell’Unione con obiettivi ambiziosi di crescita che la riguardino tutta (…) l’Unione ha bisogno di un rinnovamento e di un nuovo inizio: vogliamo un’Europa della democrazia e della solidarietà”.

Il numero uno dell’Abi poi si sofferma sulle crisi bancarie e la realizzazione dell‘Unione bancaria, chiedendo che in futuro banche e risparmiatori non debbano sopportare un peso così gravoso:

“Le crisi sono costate alle banche circa 12 miliardi per i salvataggi e per nuovi fondi europei e nazionali di garanzia, ma la tenuta del sistema è stata garantita da addirittura 70 miliardi di aumenti di capitale e ancor più colossali continui prudenziali accantonamenti (…) L’Unione Bancaria deve consentire ai sistemi nazionali di garanzia dei depositi di poter effettuare interventi preventivi per le banche in crisi, per evitare danni maggiori (…) Chiediamo che le norme dispongano che ciascuna banca debba contribuire ai Fondi di garanzia di cui può teoricamente usufruire e non ad altri”.

Ignazio Visco: “Di fronte a crisi più fragili ora rispetto a 10 anni fa”

Anche Ignazio Visco, governatore di Bankitalia, ha parlato all’assemblea dell’Abi affermando che oggi di fronte ad una nuova crisi saremmo molto più vulnerabili rispetto a 10 anni fa.

“In Italia e in Europa le riforme hanno perso slancio per i timori sui costi, spesso immediati, e i dubbi sui benefici, che maturano lentamente e con tempi relativamente lunghi. In queste condizioni, davanti a una nuova crisi saremmo oggi molto più vulnerabili di quanto lo eravamo dieci anni fa”.

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