A New York borsa in preda a oscillazioni selvagge

19 agosto 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – Wall Street avvia l’ultima giornata di contrattazioni della settimana all’insegna dei ribassi. Seduta comunque volatile, come sempre. Dopo vari cambiamenti di fronti, e forti oscillazioni tra positivo e negativo, in chiusura le vendite hanno accelerato, e quindi i minimi sono proprio al suono della campanella con l’indice S&P500 in perdita -1,50%, e il Nasdaq a -1,62%.

In controtendenza i Treasury americani che, nel caso dei decennali, vedono i rendimenti risalire al 2,09%, dopo i minimi storici toccati nella giornata di ieri.

Lo S&P 500 è sceso del 16% dal massimo degli ultimi tre anni testato lo scorso 29 aprile ed è arrivato a toccare le valutazioni minime dal marzo del 2009.

Il quadro rimane altamente incerto in quanto, sullo sfondo, pesano sempre i timori sull’economia e in particolare sull’arrivo di una nuova recessione. Dopo la nota di Morgan Stanley che ha messo in ginocchio i mercati globali, e il report di Citi, che ha evidenziato la paralisi politica e le strette fiscali, tocca a JP Morgan annunciare l’ennesima cattiva notizia. La banca ha infatti tagliato le stime sulla crescita Usa.

“Non riesco a individuare una notizia positiva nel breve termine – ha commentato a tal proposito a MarketWatch Simon Brown, amministratore delegato di ProSpreads. La porta, ha aggiunto, è aperta per ulteriori smobilizzi.

Per gli investitori, in questo clima di forte avversione al rischio, l’unico rimedio sembra essere quello di rifugiarsi sugli asset più sicuri, che vengono considerati i Bund, l’oro – balzato al nuovo record oltre $1.875 l’oncia – e i Treasury a dieci anni- Al momento tuttavia i futures sull’oro rallentano la corsa e salgono del 2,1% a $1.859,20.

Tra i titoli a cui guardare oggi, Bank of America, che ha annunciato un taglio dei posti di lavoro di 3.500 unità nel terzo trimestre. I licenziamenti dovrebbero continuare fino a 10.000 unità, stando a quanto riporta il Wall Street Journal. Il titolo segna un rialzo dello 0,29%.

Hewlett Packard, ha deciso di fare il grande passo e dire addio ai personal computer ma il mercato ha punito in modo durissimo la scelta. Il titolo reagisce alla notizia con un tonfo di -20%, e si attesta al minimo degli ultimi sei anni, a quota $23,60. A parte il caso di HP, si segnalano comunque i rialzi di Dell, Research in Motion e Cisco (+1,20%).

Sul fronte valutario l’ euro torna in rialzo a $1,4440 nei confronti del dollaro (+0,88%); la moneta unica cede contro il franco a CHF 1,1309 (-0,54%). Euro/yen in rialzo dello 0,30% a 109,97. Il dollaro arriva poi a toccare il livello minimo sullo yen, a quota 75,9.

I futures sul petrolio, dopo aver registrato un forte tonfo, crollando del 3,34% a quota 79,630, tornano a salire, attestandosi a $83,050 al barile, in crescita dello 0,81%.

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