2019: le previsioni del Re dei Bond, che nel 2018 le aveva azzeccate quasi tutte

9 gennaio 2019, di Daniele Chicca

In un 2019 che si preannuncia pieno di zig-zag e cambi di direzione, per sopravvivere a un simile scenario il consiglio di uno dei guru di mercato è quello di puntare sulle società quotate con i fondamentali più solidi. Sono le indicazioni chiave emerse durante il webcast tra i più attesi dell’anno, quello in cui il “Re dei Bond” Jeff Gundlach ha fatto le sue previsioni su quello che accadrà sui mercati finanziari nel 2019.

L’anno prima il numero uno di DoubleLine Capital aveva indovinato la maggior parte delle sue anticipazioni come riporta Bloomberg. Tra le previsioni che si sono poi concretizzate si possono citare quelle su Bond, Borse americane ed europee. Gundlach aveva previsto un calo dell’S&P 500 e aveva definito una “trappola” i valori convenienti dell’azionario del Vecchio Continente.

Il risultato nel 2018 è stato che dopo aver toccato l’apice il 20 settembre, se si includono i dividendi, il paniere allargato di Wall Street ha chiuso con una perdita annuale del 4,4%. Quanto all’Europa, l’indice paneuropeo EuroStoxx 50 ha ceduto il 16% se i valori vengono calcolati in dollari.

Sul fronte obbligazionario il guru del mercato ha previsto che i rendimenti del due anni Usa sarebbero stati superiori al 2,5% e che nonostante questo rappresentavano una puntata vantaggiosa, per via dei ritorni da investimento positivi una volta giunti a scadenza. I tassi sono effettivamente rimasti sopra il 2,5% dall’11 giugno al 28 dicembre e hanno generato ritorni positivi.

Lato titoli decennali, Gundlach disse che se i tassi superano il 3%, “allora è veramente finita la partita del mercato rialzista”. I rendimenti dei Treasuries di riferimento hanno chiuso sopra il 3% il 18 settembre per poi issarsi fino al 3,24% l’8 novembre, ma a quel punto hanno ripiegato, con gli investitori che si sono messi alla ricerca di asset rifugio e questo ha spinto nuovamente i prezzi in rialzo.

Il money manager ci ha indovinato anche per quanto riguarda i bond societari e l’economia più in generale. Non è un momento propizio per comprare i corporate bond perché “quasi tutto il loro valore è stato spremuto”. E difatti l’indice Corporate Bond Usa misurato da Bloomberg e Barclays ha perso il 2,5%. Gundlach non vedeva segnali di una recessione e anche se i dati macro hanno fatto suonare qualche campanello d’allarme a fine anno, l’economia è ancora i fase di espansione.

Per quanto riguarda invece le anticipazioni andate storte, sul Forex la previsione era per un rally a breve termine del biglietto verde, ma una performance negativa su base annuale. Il Dollar Index ha toccato i minimi di un anno il 15 febbraio poi ha messo a segno una rimonta fino ai massimi di 12 mesi il 12 novembre e ora si trova sopra il livello del 9 gennaio (il giorno i cui Gundlach ha fatto il suo pronostico).

Sui mercati emergenti il consiglio era quello di non comprare sebbene “gli investitori a lungo termine potrebbero beneficiare di valutazioni attraenti”. In realtà l’indice MSCI EM ha fatto peggio dell’S&P 500, con un calo del 14% su base annuale. I rapporti tra prezzo di Borsa e stime sugli utili, tuttavia sono in effetti attraenti e potrebbero favorire alla lunga i mercati in via di Sviluppo rispetto alle controparti industrializzate.

Le previsioni del “Re dei Bond” per il 2019

Proprio partendo dalle prospettive economiche nel webcast Gundlach si dice più pessimista quest’anno. Un valore di lettura chiave è l’indice Kospi, che si può considerare cartina al tornasole del commercio globale per un’economia fortemente dipendente dall’export come la Corea del Sud. Come si vede bene nel grafico l’andamento è al ribasso.

Anche i fondamentali economici sono in peggioramento, specie in Cina ed Europa. Gundlach, che parla di “situazione completamente orribile”, cita inoltre la popolare tabella di Deutsche Bank in cui si vede come nessuna asset class ha guadagnato qualcosa nel 2018.

Il fattore principale della contrazione degli asset rischiosi è legato alla riduzione progressiva del bilancio delle banche centrali, che ha penalizzato in particolare l’indice delle Borse mondiali MSCI.

Per quanto riguarda la prospettive di mercato, Gundlach pone l’accento sulla performance dei mercati emergenti, che ultimamente hanno fatto meglio del resto del mondo e dell’S&P 500. L’andamento dovrebbe continuare, in particolare se il dollaro continuerà a indebolirsi.

L’Europa viene ancora vista come “una trappola di valore”, specialmente se l’euro dovesse rafforzarsi, mentre sui Bond Gundlach sostiene che contrariamente a quanto si sarebbe portati a pensare visto il contesto attuale, la curva dei rendimenti dovrebbe irripidirsi e non appiattirsi.

Infine, sul Bitcoin, la stima è per il raggiungimento di quota 5mila dollari, un livello del 25% inferiore al picco toccato a dicembre 2017, ma comunque un valore nettamente superiore a quelli attuali (3.835 dollari il 9 gennaio 2018).

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